Sindacati compatti «La vaccinazione sia obbligatoria»

dal Giornale di Vicenza di GIOVEDÌ 21 GENNAIO 2021

L’APPELLO. L’idea delle sigle pensionati Spi-Cgil, Fnp Cisl, Uilp-Uil Sindacati compatti «La vaccinazione sia obbligatoria»

Parti sociali allarmate dal bilancio della pandemia Le segreterie generali: «Una questione che non può essere lasciata alla volontarietà dei singoli soggetti»

VICENZA Proteggere i più fragili – gli anziani – rendendo il vaccino obbligatorio. Come a dire: l’arma finora più potente contro il Covid rischia di essere spuntata se lasciata alla decisione del singolo. È la presa di posizione dei sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil di Vicenza, che chiedono a gran voce di rendere la vaccinazione anti-SarsCov2 obbligatoria per legge, considerandola “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, così come indicato dalla Costituzione. Una richiesta che tradisce la forte preoccupazione legata ai numeri, con particolare riferimento alla popolazione più anziana. Già, perché se «i contagi dopo essere cresciuti esponenzialmente – argomentano le organizzazioni sindacali in una nota – sembrano aver rallentato la corsa e sono scesi sotto quota mille per la prima volta dopo tre mesi, secondo quanto rende noto Azienda Zero», la situazione, pur aprendo uno spiraglio di speranza, resta allarmante a livello di «morti e difficoltà nel sistema sanitario, generando anche conseguenze gravi per le aziende, i lavoratori, l’attività didattica nella scuola superiore e le relazioni sociali». Negli ultimi due mesi, «i decessi in Veneto hanno subìto un incremento importante. A dicembre, mese in cui a livello regionale si sono contati 1.124 morti in totale al 21 dicembre, si sono registrate 521 vittime in più rispetto a novembre, e a gennaio 417 in più (il totale è 1.541 al 21 gennaio) rispetto al mese precedente». L’attenzione, in particolare, è rivolta alla situazione nelle Rsa, che Chiara Bonato, Mario Siviero e Renzo Merlo, rispettivamente segretari di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, definiscono «drammatica: le persone decedute nelle residenze per anziani venete sono 1.968 secondo i dati aggiornati al 10 dicembre e rappresentano il 43 per cento dei morti per Covid di tutta la regione». Anziani più colpiti, ma anche più consapevoli dei rischi e delle strade percorribili: «Nonostante questo momento difficile, sembrano essere proprio loro ad avere le idee chiare su come tutelarsi e superare la pandemia: secondo l’ultima ricerca del sindacato regionale dei pensionati, in Veneto nove anziani su dieci sono pronti a fare il vaccino anti- Covid, e il 70 per cento degli ultra 65enni lo renderebbe obbligatorio». Perché la campagna vaccinale coinvolga il maggior numero possibile di persone in tempi rapidi, allora, «tutti devono avere il diritto di vaccinarsi e tutti devono rispondere al dovere di vaccinarsi: è questione di responsabilità sociale – è la conclusione dei sindacalisti – non vi è, infatti, alcuna evidenza scientifica su eventuali effetti negativi della vaccinazione. Al contrario, rifiutarla può provocare gravi danni alla salute propria e altrui». Quella della profilassi contro il Covid, quindi, «non è una questione che può essere lasciata alla volontarietà dei singoli – rimarca la segretaria generale Spi-Cgil Bonato – magari condizionati da un’informazione distorta che arriva dal web. Gli anziani stanno aspettando il vaccino come unica forma di salvezza, del resto sono queste generazioni, più delle altre, ad aver vissuto le vaccinazioni come soluzioni che hanno aumentato le aspettative di vita». Rispetto alla posizione delle segreterie generali di Cgil, Cisl e Uil di Vicenza, che comunque raccomandano la vaccinazione, continua la sindacalista, «noi facciamo un passo in più. Lanciamo un sasso affinché chi ci governa si assuma le proprie responsabilità». Per creare una barriera sanitaria – è Merlo a sottolinearlo – soprattutto nei confronti delle residenze per anziani. «Quel che al momento sappiamo è che l’adesione da parte degli operatori sanitari nelle Rsa è più bassa rispetto a quella nelle altre strutture sanitarie. Non vogliamo fare allarmismo, ma sostenere la campagna di vaccinazione». 

Laura Pilastro

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