Tratto da Vicenza Più: La quattordicesima ai tempi del Coronavirus, a luglio una boccata d’ossigeno per oltre 42 mila pensionati vicentini

Una boccata d’ossigeno per oltre 42 mila pensionati vicentini, per lo più donne (80%), e un piccolo sollievo per figli e nipoti. Ad annunciarlo una nota dello Spi Cgil del Veneto. Quest’anno la quattordicesima mensilità dei pensionati, in pagamento mercoledì 1 luglio (o a dicembre per chi compie 65 anni dopo luglio), ha un sapore diverso dal solito. L’emergenza sanitaria ha messo in ginocchio molte famiglie, in modo più o meno pesante. Tanto che – secondo un questionario realizzato dallo Spi Cgil del Veneto fra i propri iscritti in questo drammatico periodo – due pensionati vicentini su cinque dovranno di sicuro aiutare i propri familiari, figli e nipoti in testa, a rendere economicamente meno pesante la situazione. La quattordicesima mensilità, insomma, può fornire un utile supporto, almeno per le spese imminenti e non rinviabili.

Secondo i dati dell’Inps elaborati dallo Spi Cgil del Veneto, sono poco più di 26 mila gli anziani veronesi (per l’85% donne) che ricevono pensioni inferiori a 1,5 volte il trattamento minimo, quindi al di sotto di 773 euro lordi mensili. A loro spetta già dal 2007 una mensilità aggiuntiva che nel 2017 è stata aumentata e ora oscilla fra i 437 e i 655 euro a seconda degli anni di contribuzione. Sempre nel 2017, grazie ai risultati positivi ottenuti al tavolo fra governo e sindacati, la quattordicesima è stata riconosciuta anche a chi riceve importi superiori, esattamente a quei pensionati con entrate comprese fra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo (ovvero fra 773 e 1.030,12 euro) mensili. Nel Vicentino sono quasi 16 mila i pensionati (per il 70,7% donne) e riceveranno somme comprese fra 336 e 504 euro lordi mensili come importo aggiuntivo. Insomma, a luglio (o dicembre) un pensionato vicentino su cinque si intascherà l’agognata mensilità aggiuntiva.

«Con l’emergenza Coronavirus la quattordicesima mensilità assume di sicuro un nuovo significato – commenta in un comunicato Giuseppe Di Girolamo, della segreteria dello Spi Cgil del Veneto -. Servirà anzitutto ai pensionati per affrontare quelle nuove spese, in particolare sanitarie, rese necessarie dalle misure anti-epidemia. Ma, come dimostrano anche i risultati di una nostra indagine, qualcuno dei beneficiari userà quei soldi per aiutare figli e nipoti, anche se stiamo parlando di pensionati a basso reddito».

«Queste mensilità aggiuntiva finirà in tasca soprattutto delle donne – aggiunge Chiara Bonato segretario generale dello Spi Cgil di Vicenza – ed è un elemento molto importante perché, ricordiamolo, nella nostra provincia la pensione media (settore privato) è di 902,55 euro lordi mensili, ma per gli uomini è di 1.191,84 euro, per le donne è di 676,72 euro. Cifre emblematiche che la dicono lunga sulla situazione delle nostre pensionate».

La quattordicesima mensilità rientra anche nella campagna dei diritti inespressi dello Spi Cgil di Vicenza. L’iniziativa mira a “scovare” somme che sarebbero dovute al pensionato dall’Inps, ma solo su richiesta. «In questo caso – continua Bonato – la quattordicesima viene pagata in automatico dall’Inps ma può accadere, ed è accaduto spesso, che qualche avente diritto non la riceva. Chiunque abbia dei dubbi in merito può rivolgersi a una delle nostre sedi sparse sul tutto il territorio provinciale. Verificheremo l’esistenza o meno dei requisiti e invieremo l’eventuale richiesta all’Inps».

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