Sovversive, ribelli e partigiane

Presentazione del libro Sovversive, ribelli e partigiane, le donne vicentine tra fascismo e Resistenza (1922-1945) di Sonia Residori, nella stupenda cornice di villa da Schio a Costozza.
Come Spi, Fnp e Uilp abbiamo fortemente sostenuto la pubblicazione di questo libro di Sonia Residori primo perché Partigiane sovversive e ribelli sono 3 bellissimi aggettivi per descrivere le donne e soprattutto però perché riteniamo sia necessario cambiare o meglio approfondire, allargare la narrazione della Resistenza aggiungendo un soggetto fondamentale, le donne, scomparso dalla storia già il 26 aprile.
Per decenni quella della Resistenza è stata una narrazione maschile, alle donne che anche si erano impegnate in azioni di guerra, di sabotaggio, di resistenza alla fine della guerra fu richiesto di ritornare al loro ruolo di mogli e madri, di dimenticare e di tornare ad essere l’angelo del focolare.
D’altronde tutta la storia del mondo è storia di uomini, narrata dagli uomini.
Grazie quindi alle storiche, a Sonia Residori che in questi anni hanno ridato voce e dignità a quelle donne che hanno fatto e cambiato la storia del nostro paese e la storia delle donne del nostro paese perché quella luce che loro
avevano acceso non si è spenta e noi tutte beneficiamo delle loro lotte e dei loro immensi sacrifici.
Quindi fondamentale dare dignità ad una storia sconosciuta, soprattutto nel nostro territorio, storia di coraggio estremo e di resilienza. Poche le medaglie al valore militare date alle resistenti e tutte contengono l’espressione “con
virile coraggio”. Il coraggio, invece, è assolutamente femminile, è caratteristica profondamente femminile soprattutto perché, da sempre, le donne per le loro azioni, pagano prezzi altissimi.
Per il sindacato pensionati esiste un filo che lega la storia e le generazioni e allora non possiamo non rivolgere il nostro pensiero e l’impegno all’aiuto concreto ad altre sovversive partigiani e ribelli, alle  donne di Herat e Kabul che in questi giorni stanno portando avanti, da sole e con enorme coraggio, azioni di protesta in Afghanistan cercando di difendere i diritti e la dignità delle donne del paese di fronte ad un regime oscurantista violento che le vuole annientare, distruggere, letteralmente far scomparire.

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