Le donne Cgil di Vicenza con le donne Afghane

Le immagini e i racconti provenienti dai territori conquistati dai talebani in Afghanistan, in particolare quelli delle donne di Kabul occupata, fanno temere il peggio soprattutto per queste ultime, terrorizzate dall’idea di perdere quanto avevano conquistato in questi anni, ovvero, incolumità fisica, libertà di movimento, diritto allo studio e al lavoro, diritto di parola e di scegliere se, quando e con chi sposarsi. 

Il burka rappresenta plasticamente la loro, possibile, nuova invisibilità.

Perciò il Coordinamento Donne della Cgil di Vicenza esprime la propria solidarietà alle donne afgane, aderendo all’appello che la Casa Internazionale delle Donne ha indirizzato alle istituzioni europee e italiane, insieme alle associazioni, ai movimenti e alle altre strutture della CGIL, che qui di seguito pubblichiamo.

llhttps://www.casainternazionaledelledonne.org/comunicati/a-fianco-delle-donne-dellafghanistan/

Assistiamo all’avanzata dell’esercito talebano in #Afghanistan mentre da Kabul invasa giungono le prime immagini e le prime notizie di terribile violenza agita contro la popolazione tutta e contro le donne in particolare.

Pensiamo alle tante giovani donne afghane, cresciute nell’ultimo ventennio godendo di una serie di diritti, almeno sulla carta, tra cui quello all’istruzione e quello contro la violenza, che in queste ore si vedono braccate e costrette a rinunciare a tutte le loro libertà personali e ai loro diritti fondamentali. Come Associazioni di donne che operano per la promozione della condizione femminile e la diffusione della cultura di genere, la difesa dei diritti civili e sociali e la promozione dei principi del rispetto, della non violenza, dell’accoglienza e che agiscono per sostenere le donne e contrastare fenomeni di povertà materiale e educativa, nonché ogni forma di violenza e discriminazione del genere femminile

CHIEDIAMO

– che l’Italia e l’Europa tutta agiscano tempestivamente per portare soccorso alle donne afghane, alle bambine, alle attiviste e alle donne che hanno collaborato con i paesi occidentali per combattere la violenza talebana;

– che vengano immediatamente attivati corridoi umanitari internazionali per mettere in salvo tutte le donne afghane e i loro eventuali bambini, poiché in quanto donne – single, professioniste, insegnanti, intellettuali, artiste e attiviste – sono oggetto di rastrellamenti, violenze, stupri, schiavitù sessuale e interdizioni dalle loro attività lavorative;

– che venga data prioritariamente assistenza alle bambine che vedono violati i loro diritti fondamentali all’istruzione, alla cura, alla tutela da ogni forma di sfruttamento sessuale e da ogni forma di violenza.

Auspichiamo inoltre che il nostro Paese definisca nettamente una posizione di apertura e accoglienza per le #profughe e i profughi afghani che stanno cercando in queste ore di abbandonare i territori di guerra, offrendo loro asilo e assistenza.

Riteniamo che l’Europa non possa esimersi dal definire chiaramente una politica comune a tutti i Paesi aderenti, una politica che sia di accoglienza e sostegno alla popolazione afghana, riconoscendo la gravità dell’emergenza umanitaria in corso.

Dalle nostre città, dai nostri territori, nei quali con le nostre azioni cerchiamo di costruire una cultura di pace, intesa anche come una varietà di pratiche e pensieri di cura, accogliamo il grido di aiuto delle nostre sorelle afghane e invitiamo tutte le associazioni di donne, i gruppi, i movimenti, le singole attiviste, le donne delle istituzioni, le artiste e le intellettuali, a firmare questa nostra richiesta indirizzata alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen,  al Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, alla Ministra degli Interni Luciana Lamorgese, al Presidente del Consiglio Mario Draghi’.

Associazione Orlando

Associazione WOMEN – Women of Mediterranean East and South European Network

Casa Internazionale delle Donne di Roma

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