Biciclettata patriottica


PROGRAMMA
ore 08,45: ritrovo in piazza IV Novembre a Noventa Vicentina

ore 09,00:letture dal libro di Angelina Peronato “Ribelli per amore”

ore 10,00: Pojana Maggiore, sosta in viale dei Martiri

ore 11,15: Campiglia dei Benà, sosta al cippo Tagliaferro

ore 12,00: Noventa Vicentina, sosta presso casa Roncaglia in via Carlo Porta

ore 12,30: termine della biciclettata patriottica

5 MAGGIO 1944 CAMPIGLIA DEI BERICI

Il 5 Maggio 1944 a Campiglia furono fucilati a pochi passi dalla loro abita­ zione i fratelli Aldo e Gerardo Tagliaferro.  Il tragico fatto è in stretto collegamento con un altro violento episodio accaduto il giorno prima.  A Campiglia la sera del 4 maggio in piazza fu colpito il commissario prefettizio e il segretario politico del partito repubblicano da sconosciuti.  La sera dopo la sparatoria, venerdì 5 maggio all’imbrunire, un gruppo di fascisti repubblicani, la cosiddetta compagnia della Morte di Vicenza, si diresse verso Campiglia.  Gli uomini si portarono in via Donanzola e circondarono la palazzina Liberty dove abitavano Gerardo e Arnaldo Tagliaferro.  I due stava­ no preparandosi alla cena dopo un pomeriggio trascorso sui campi.  Il capo del gruppo, Caneva di Vicenza, con tono deciso chiese di far uscire i due fratelli Tagliaferro per un’interrogazione in pretura. I due vennero accom­ pagnati verso il lato opposto della strada in direzione della casa padronale della famiglia Tagliaferro.  Fatti fermare su un passo carraio vennero falcia­ ti da raffiche di mitragliatrice. Ai funerali parteciparono poche persone per paura, ma fu presente il fratello dei due uccisi, monsignor Girolamo assieme a 5 sacerdoti che non temevano di esprimere solidarietà al confratello. Si è avanzata l’ipotesi che il duplice omicidio sia avvenuto per ordine diretto da Vicenza e volesse colpire il fratello Monsignor Girolamo Tagliaferro. Egli, infatti, era impegnato a Schio in una operazione di protezione di fuggiaschi noventani, di partigiani e di ebrei perseguitati

15 OTTOBRE 1944 POJANA MAGGIORE

Nell’ottobre del 1944 un certo Gemmo, partigiano, decise di far ritorno alla propria famiglia in Albettone e in quell’occasione venne catturato e fatto parlare, torturandolo. Dopo qualche giorno, sei partigiani di Noventa vennero arrestati, alcuni mentre lavoravano nella linea Reger, altri nelle proprie abitazioni e portati nelle carceri di Albettone.

Non è mai stato possibile sapere l’accusa precisa, ma l’annuncio fatto affiggere a Poiana dal comando germanico, dopo la loro fucilazione, lì de­ finisce ‘banditi’, vale a dire partigiani, fuori dalla legge imposta dall’invaso­ re tedesco ai nostri paesi occupati.

La loro fucilazione avvenne la domenica mattina del 15 ottobre dopo che la notte dì venerdì 13 vide un rocambolesco scontro armato con la pattuglia Visela nel quale rimase ucciso un ufficiale tedesco.  Assieme ai sei par­tigiani, Bellon Renzo, Dal Prà Ettore, Pivato Emilio, Bressan Enrico, Dovi­go Alessandro e Salamon Pietro è stato fucilato  anche Antonio Pastorel­lo che lavorava nella fattoria che ospitava la pattuglia Visela.

28 APRILE 1945 – NOVENTA VICENTINA

Alle 8,30 del 28 Aprile 1945 mentre si aveva sentore che gli alleati fossero poco lontani, per salvaguardare il paese da eventuali incursioni aeree, venne fissato sui pennoni di Piazza Magna il tricolore e la bandiera bianca.  La popolazione sembrò si sentisse già libera ed uscì forse prematuramente a far festa.  Non ci si attendeva il rientro brutale e vendicativo di un gruppo di armati tedeschi che preceduto da 12 ostaggi civili noventani dopo aver infierito contro varie abitazioni, tentarono la rioccupazione del­la caserma di via Porta. ‘Il combattimento del Foro Boario’ costò la vita a quattro nostri audacissimi giovani: Italo Adelfonsi, Attilio Bellin, Ugo Splendore e Rino Todesco. Era l’ultimo pesantissimo tributo che i partigiani di Noventa pagavano alla loro liberazione e a quella della patria.

Ecco le foto della giornata piovosa…

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