Dott. Franco Dal Maso

IN MEMORIA DI FRANCO DAL MASO

Nel sentire il nome di FRANCO DAL MASO il nostro sguardo s’illumina, diventa intenso e sincero, le parole fluiscono libere, cariche di calore e di una forza interiore che trasforma il nostro volto fino ad apparire come quello di giovani combattenti.

Franco è stato un compagno attivo, giusto e passionale, credeva nei valori socialisti lombardiani, e lo dimostrò quando divenne Presidente dell’Istituto Salvi. Da subito si scontrò con i dirigenti e le Istituzioni Locali che ritenevano il ricovero come il luogo dove finivano gli ultimi, le persone abbandonate e/o rifiutate dalla Società. Iniziò dando VALORE agli Operatori e agli Infermieri, riteneva che essi avessero diritto alla contrattazione sindacale, fino a quel momento negata.

Per Franco queste figure professionali non erano adeguatamente riconosciute e remunerate e riteneva che dovessero completare la loro formazione sotto l’aspetto umanistico e di partecipazione attiva ai progetti individuali delle Persone a loro affidate. Chiamò l’illustre Professor Antonio Guaita che per un buon periodo attivò la formazione obbligatoria per tutti i dipendenti, impiegati compresi, dell’Istituto Salvi. Iniziò dal superamento dello “stigma Sociale”, passò poi all’importanza dell’ambiente di vita, terminò infine con il riconoscimento della dignità della Persona come soggetto unico alla quale deve essere garantito il suo benessere psico-fisico.  Poiché, come diceva Levi, “la distruzione della Persona passa dalla spersonalizzazione della sua individualità”.

Franco avviò una rivoluzione copernicana, per lui l’organizzazione lavorativa doveva basarsi sui bisogni della Persona e non su quelli dell’Ente, passando quindi dal concetto di curare e assistere al “PRENDERSI CURA”, (oggi definito come “care-giver”). L’Istituto Salvi divenne negli anni ‘70 e ‘80 un modello di assistenza per tutta l’Italia, grazie anche all’impegno e alla continuità dei Presidenti succedutisi dopo, quali Giuliari e Rossi, per poi lentamente (a causa anche della fusione nell’IPAB Vicenza) ritornare ai tempi dell’ANOMIA SOCIALE.

Franco è stato un uomo grande ed eccezionale perché era con noi, con i movimenti femminili, scendeva in piazza nelle manifestazioni che reclamavano la depenalizzazione dell’aborto, dove si chiedeva una legge che garantisse il diritto a una maternità cosciente e responsabile, l’autodeterminazione e la gestione del proprio corpo, la garanzia di essere curate in una struttura pubblica in caso di aborto, e il diritto alla parità genitoriale. Dopo l’approvazione della Legge 194/1978, che istituì tra l’altro i Consultori familiari, si dovette combattere contro il Referendum del 1981 che voleva snaturarla e Franco fu sempre presente in queste battaglie politiche e sociali. La beffa però, per le donne, fu il diritto all’obiezione di coscienza dei medici ai quali si aggregarono anche i paramedici, così da render impossibile nel nostro territorio vicentino abortire legalmente; infatti, tutti i ginecologi di qualsiasi area politica si dichiararono obiettori di coscienza, anche quelli che non erano convinti ma che non volevano rovinare la loro carriera. Il clima che si creò contro l’aborto nelle strutture pubbliche era terribile. Le donne che si rivolgevano a Franco erano epitetate come “assassine e streghe che vanno da un medico abortista” o come “putt…”, se accedevano ai sistemi anticoncezionali.

Franco non rinnegò mai le battaglie fatte. Lavorò all’ospedale di Arzignano da solo e poi assieme al giovane medico laureato Alberto Guidetti. Aiutò molte donne strappandole dalla morte, dalla clandestinità e dalla vergogna, promosse la prevenzione, la formazione a una sessualità libera e consapevole. Diventò primario ad Arzignano, l’amico dott. Alberto divenne primario a Valdagno ed è stato ricordato da Franco, quando è prematuramente scomparso, per le molte battaglie sociali fatte insieme.

Grazie Franco: la tua è stata una vita di valori e di idee che ti rendono indimenticabile, sei stato sempre con i lavoratori, con gli ultimi e soprattutto con le donne e per le donne.

LUISA, TONI, LUCIA, AIDA, PAOLA ED ALTRI

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